Alberto Moravia, attraverso gli occhi della Ciociara, descrive questo paesaggio rurale storico condensandone tutti i tratti salienti e distintivi. Innanzitutto vi è un dato morfologico e psicologico-ambientale fondamentale: la percezione di stare andando in montagna. In realta si tratta per lo più di un territorio di alta collina-bassa montagna che l’asperità e la morfologia di valle profondamente incisa tra versanti ripidi, la collocazione di “gola solitaria”, trasfigura al punto tale per cui i suoi abitanti si percepiscono montanari: ai tempi di Cesira come oggi (cfr. percezione sociale). Moravia descrive inoltre il dato climatico, di un’aridità immanente (anche se si tratta di un’aridità dovuta alla natura carsica del substrato litoide piuttosto che al regime termo pluviometrico) che induce a descrivere i passaturi (nome vernacolare della viabilità rurale) come “letti prosciugati di torrenti”. La vegetazione di “macchia”, è convertita dal lavoro contadino in “coltivazioni”; la pietra carbonatica si manifesta in “massi erratici”, in “sassaie” e in “sentieri sassosi” ed è all’origine di tutto.


… un mattino lasciai la casa in pianura e caricato sopra un asino quel po’ di roba che avevo portata da Roma me ne andai verso la montagna. Si salì per tre ore per certi sentieri sassosi più simili a letti prosciugati di torrenti che a viottoli, tra le macchie e i massi erratici, in un paesaggio bello e selvatico; alla fine della salita trovammo una specie di gola solitaria con due o tre casette inerpicate sul pendio, sotto la cresta rupestre della montagna. Queste casette a ridosso della china sorvegliavano le coltivazioni a terrazza che i contadini strappano alla montagna dissodando le macchie e le sassaie. Incontrai uno di questi contadini, gli chiesi ospitalità, non aveva che una piccola stalla addossata alla sua casa e l’accettai.

A. Moravia, La Ciociara, 1957
La Carboncella

About La Carboncella

Lascia un commento